Conobbi la musica dei Timoria nel 1991, in un pub di Fossano (CN), mentre frequentavo il corso da Carabiniere Ausiliario.
Quel locale aveva uno dei primi video jukebox e tra i video disponibili c’era Nata dal cuore, dall’album Ritmo e dolore. Io lo mettevo in continuazione, decine e decine di volte.
Comprai subito la cassetta e l’anno successivo acquistai Storie per vivere, il loro terzo album.
La vera svolta arrivò il 12 ottobre 1993, con l’uscita del quarto disco: Viaggio senza vento. Per me, l’album perfetto.
Si apre con un inno generazionale, Senza vento: la batteria di Diego “macchina del tempo” Galeri dà il via alle danze di quello che è, a tutti gli effetti, un concept album. Ogni brano racconta un pezzo del viaggio di Joe.
È uno dei dischi che ho ascoltato di più in assoluto: urlato a squarciagola in macchina con gli amici, oppure suonato insieme al mio amico Alberto “Fax” Fassone.
Il viaggio di Joe si chiude con il suo ritorno, raccontato in un brano che profuma di rinascita. I miei amici me lo dedicavano spesso quando mi rialzavo dopo momenti difficili.
Oggi quella canzone me la dedico da solo: Il Guerriero.