Canezza

Pubblicato il 5 febbraio 2026 alle ore 11:20

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E' una foto di Canezza, una frazione di Pergine Valsugana, in provincia di Trento.

"[...]Mio nonno frequentava Canezza
fin da quando mio padre con suo fratello e le sue sorelle
erano piccoli e il viaggio lo affrontavano in moto con il
sidecar.

Innamoratosi di quelle zone e andandoci poi con
regolarità, mio nonno finì con il comprare un terreno per
coltivare l’orto; decise poi di ricavarne uno spazio per fare
i picnic e infine una struttura sotto cui ripararci in caso di
pioggia.
Fu così, quasi senza nemmeno accorgersene che finì
con il costruire una baita…la baita del nonno.
Quella prima baita prese fuoco durante dei lavori di
manutenzione e mia nonna ci raccontò di aver visto per
la prima volta mio nonno piangere, ma subito dopo si
rimboccò le maniche, rimosse i detriti e ne costruì
un’altra dove ora abita mia zia Marisa.
Finché i miei nonni sono stati in vita, quella baita è
stata la meta anche di semplici gite fuori porta.
I ricordi più belli li ho proprio lì.
Ripenso a mio nonno intento a cucinare la carne sulla
brace in un barbecue costruito da lui, come tutto del
resto, mentre noi nipoti giocavamo fuori sul torrente, il
Fersina, allora impetuoso. Se rientravi asciutto significava
che non avevi giocato seriamente.
In quelle montagne potevi andare a funghi, ovunque
potevi raccogliere more, lamponi e fragole e la ricchezza
di acqua rendeva tutto rigoglioso.
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Canezza era magica e quella magia mi sarebbe tornata
utile molti anni dopo."

 

Infatti, quando ho affrontato un percorso di psicoterapia:

 

"[...] La prima cosa che mi fu chiesto di fare fu di ricreare
nella mia mente un cosiddetto posto rifugio, un posto
ideale e per me fu facile tornare a Canezza e alla baita di
mio nonno. Nel mio posto ideale i miei nonni erano
ancora in vita, appena un po’ più imbiancati, i miei un po’
più giovani e con qualche acciacco in meno, mia figlia e i
miei nipoti, con i figli dei miei cugini, tutti fradici dentro
al Fersina e io e mio fratello Simone al barbecue, con i cugini a fare la spola tra la carne da portare a tavola e una
birra fresca da portare a noi.
Questa immagine era il mio rifugio"

(Tratto dal mio libro "Volevo solo fare il carabiniere")